Lacrima triste (parte 2°)
Cambio di scenario …
Hai intenzione di passare una serata tranquilla stasera, chiami due amici e proponi una passeggiata al mare … “ Magari non ci penso …”
Pensieri nascosti turbano la tua quiete e non ti fanno sopportare la tua condizione.
“Più facile a dirsi che a farsi”.
Come un mantra ripeti dentro di te queste parole cercando di farle tue, cercando di trovare una giustificazione valida per quello che fai … o per quello che ti fanno fare … o per quello che dovresti fare, e via dicendo.
Senti che quel vuoto che hai dentro devi riempirlo in qualche modo …
Alcool? No sei astemia.
Fumo? Mai fatta una canna neanche per sbaglio.
Non resta che attaccarsi al buon vecchio gelato.
Si dice che mangiare dolci sia sintomo di mancanza di affetto, forse è quello …
(magari non ci penso)
Mantra
Ripeti sempre le stesse cose
Sicurezza nei gesti
Ossessione
…
Al primo bar ti fermi,
“Oddio quanti gusti!”
sembri una ragazzina al primo appuntamento, ed il tuo cavaliere è vestito di nutella e noccioline.
Lo guardi ed avidamente inizi a mangiare, come in un amplesso, alla fine ti senti soddisfatta, hai raggiunto l’orgasmo dei sensi.
Ma …
(magari non ci penso)
Il vuoto non è stato colmato, senti di volerne ancora e poi ancora e poi ancora e poi un altro senza mai fermarti senza un attimo di respiro come un periodo senza punteggiatura.
“Un altro cono per favore …”
(Oddio quanti gusti)
E di nuovo ti rigetti tra le braccia del tuo amante di zucchero, che ti da quel brivido di soddisfazione.
…
Poi come per magia l’incanto svanisce e ti ritrovi a odiare quello splendido sogno fatto di calorie.
Entri nel bagno del bar.
Vomiti.
E così facendo ripudi quell’attimo di follia, quasi cercando di giustificarti in quell’azione.
Hai lasciato il tuo amante per stasera.
Ma solo per stasera.
Domani è un altro giorno …
25/08/2008 a 14:02
ti dico solo che mi sono venuti i brividi leggendo queste 2 parti… so ke ti hanno aiutato molto le tue esperienze passate a scrivere queste parole…
in fondo io sono molto simile a questa ragazza di cui parli…
ti voglio bene